Lungomuro

 

Io abito a Ostia da quando sono nato.
Abitare ad Ostia significa vivere in un quartiere di 80.000 abitanti a 20km dal centro di Roma, quindi quando vuoi “andare a in centro” devi mettere il culo sulla macchina e farti 30 minuti di strada, cercare parcheggio, smadonnare con i parcheggiatori abusivi, fare a pugni e andare al pronto soccorso.
Questo tutti i sabati.
 
Abbiamo il mare sì, ma e’ come non averlo e ora vi spiego il perchè.
Un turista che mette piede per la prima volta a Ostia non capirebbe neanche in quale direzione sia il mare dal momento che tutto il litorale lidense altro non e’ che una fitta muraglia fatta di stabilimenti, paraventi, ecomostri, cassonetti dell’immondizia, ristoranti, grattacheccari,stabilimenti, stabilimenti e, guarda un po’ il caso, ancora stabilimenti.
 
Lo chiamano il LUNGOMURO ROMANO.
 
A Ostia il mare c’è ma non c’è. È tipo un dogma, tu ci devi credere fermamente che è dietro quel muro, anche se non lo vedi.
Le cartoline sono i nostri Santini.
Questo progetto non e’ particolarmente elaborato e complicato, ho semplicemente preso la macchina fotografica e ho fatto una lunga passeggiata di quasi 6 km lungo il litorale, scattando una foto ogni 150 metri (circa).
 
Il risultato è quello che vedete.
 
“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore”.
 
Peppinino Impastato